Il Mercato del Caffè in Italia

Il mercato del caffè nella nostra nazione continua a rivelarsi un settore in continua crescita e che dunque non conosce crisi, seppur abbia riscontrato negli ultimi tempi una lievissima flessione.

Nell’anno precedente, fino al mese di luglio, le vendite sono scese del 2,2% a valore e salite dell’1,1% a volume. La crisi però non ha toccato il mercato delle capsule, che ha registrato una crescita di ben il 20,1% nel volume, e del +16,6% in termini di fatturato, per un totale che supera i 146 milioni di euro.

Il mercato del caffè

Negli ultimi 5 anni i nuclei familiari che prediligono il caffè porzionato sono raddoppiati diventando l’11% sul totale, passando cioè da 1,5 a 2,6 milioni.

Tra le famiglie il maggior incremento si è registrato nelle coppie di età superiore ai 35 anni senza figli, oltre che nei single.

Più di un migliaio le aziende tricolore operanti nel settore del caffe, che danno lavoro a svariate decine di migliaia di persone (per la precisione più di 700 torrefazioni e oltre 7000 addetti che lavorano nel comparto), generando un ricavo netto annuo stimato attorno ai 3 miliardi e mezzo di euro, più del 60% dei quali realizzati nel mercato interno.

Le imprese italiane del settore vantano un primato di conoscenze tecniche (know-how riferito alla realizzazione della miscela, alla tostatura, ai controlli qualitativi, alla conservazione, al confezionamento) senza pari.

L’Italia si classifica al terzo posto a livello mondiale (al primo posto ci sono gli Stati Uniti, mentre in seconda posizione si attesta la Germania), riguardo l’importazione di caffè.

Secondo l’analisi effettuata da analisi effettuata da Astra, società di consulenza strategica, nell’arco di una giornata, mediamente il 49% della popolazione italiana beve caffè:

gli uomini bevono più caffè delle donne (1,7 tazze al giorno contro 1,5);

• i più grandi bevitori di caffè consumano una media di 3,3 tazze di caffè al giorno;

• il 37% beve caffè “solo”, mentre il 63% aggiunge qualche tipo di edulcorante, latte o panna;

• il caffè normale costituisce 87% del totale, mentre il solubile solamente il 13%;

• il 57% del caffè è consumato a colazione, il 34% tra i pasti ed il 13% fuori pasto;

• le donne sono più interessate alle varietà dei caffè considerandolo un bene da concedersi nei momenti di break;

• le donne sono più coscienti del prezzo rispetto agli uomini;

• gli uomini considerano il caffè come un aiuto per “mettersi in moto”.

La compravendita del caffè avviene per lo più nelle Borse merci dei paesi occidentali, in particolare presso la Borsa di New York per la qualità Arabica, presso quella di Londra per la varietà Robusta.

Il caffè crudo arriva nella nostra penisola pronto per iniziare l’ineguagliabile processo di trasformazione, provenendo direttamente dalle piantagioni situate nei luoghi di produzione.

Successivamente le partite di caffè verde vengono trasportate in sacchi o tramite cisterne nei vari stabilimenti, ulteriormente pulite e immagazzinate nei silos di stoccaggio.

L’80% arriva dal Brasile, dall’India, dall’Indonesia, dall’Uganda e dal Vietnam.

Approssimativamente quasi 500 mila tonnellate, che diventano circa 400 mila dopo il processo di torrefazione, in gran parte destinate al consumo nazionale.

Il trasporto avviene quasi esclusivamente via mare; i porti in cui arriva il grosso del prodotto da lavorare sul territorio del bel paese sono quelli di Trieste, Savona e Genova, seguono poi a ruota quelli di Napoli e Gioia Tauro.

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Articolo pubblicato sabato, 14 novembre, 2015

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