La moka, una tradizione passata e presente

Il profumo del caffè è forse una delle fragranze che più ci riporta indietro nel tempo. Magari non sarà capitato proprio a tutti, ma tantissimi sono coloro che ricollegano questo delizioso aroma alla loro infanzia. Di cosa stiamo parlando? Della nostra amata Moka.

C’era una volta…

Uno degli strumenti più ancorati alla nostra tradizione. Una delle nostre tipicità, uno dei simboli del nostro Paese così come le macchine da caffè espresso. Come potremmo non essere la patria della migliore tazzina di caffè, visti tutti i requisiti?

moka tradizione

Proprio in Italia infatti nasce la Moka, più precisamente nella Torino del 1933, da un’idea di Alfonso Bialetti. Ma il boom vero e proprio e la sua diffusione in tutto il mondo avviene qualche anno più tardi. Nel 1946 al padre Alfonso subentra il figlio Renato Bialetti, che dà un senso del tutto internazionale a questa macchinetta. Inizia la sua commercializzazione a livello mondiale, che continua con numeri in costante crescita ancora oggi.

Come funziona la Moka

Come fa la polvere scura a diventare in pochi minuti la nostra bevanda preferita? Grazie a una combinazione di tre fattori che lavorano insieme: acqua, calore e pressione.

Le parti principali che compongono la moka sono la caldaia inferiore (dove versare l’acqua), il filtro e il bricco superiore. Si versa l’acqua nella caldaia, si appoggia il filtro e lo si riempie di caffè macinato, ed infine si avvita la parte superiore. E poi si mette il tutto sul fornello, a fiamma bassa.

Grazie al calore del fornello, all’interno della caldaia si esercita una pressione tale da permettere all’acqua calda di salire fino al filtro, dove si trova il macinato. Grazie ad un processo denominato percolazione, l’acqua estrae dalla polvere tutto il gusto e l’aroma che conosciamo. Questo nuovo liquido scuro finisce sul bricco, pronto per essere servito.

Un funzionamento all’apparenza semplice, ma che inserito nel periodo della sua nascita acquista tutto il suo valore in più. Proprio così, perché nonostante sia passato quasi un secolo dalla sua invenzione le caratteristiche della moka sono rimaste praticamente le stesse. Un manico in plastica per l’impugnatura, una forma (generalmente ottagonale), un corpo in alluminio le garantiscono una lunga vita. Per la felicità degli amanti del caffè.

Consigli per servire il caffè con la moka

Come servire il caffè con la moka? Se hai degli ospiti a cena e vuoi coccolarli con questa macchinetta d’altri tempi (ma anche più recente che mai) assicurati di seguire tutti i passaggi che ti permettono di servire una tazzina profumatissima.

Il primo consiglio è quello di mescolare sempre il caffè pronto nel bricco con un cucchiaino, prima di servirlo, così da omogeneizzare la sua “consistenza”. Il caffè più forte, gustoso e aromatico è infatti quello che esce per primo, e che resta sul fondo se non mescolato.

Il secondo suggerimento per fare bella figura con gli ospiti è quello di servire il caffè portando a tavola, con l’aiuto di un vassoio, la moka stessa (ovviamente se non è rovinata e annerita) con un bel servizio di tazzine e piattini. Perfetto anche nel pomeriggio se servito con qualche dolcetto o biscottino.

Da ieri a oggi

C’era una volta la moka, e c’è ancora. Nonostante tantissime macchine del caffè super tecnologiche abbiano conquistato quasi tutto il mercato, tantissime sono le persone che ancora utilizzano la vecchia cara moka. O che magari la conservano gelosamente nella loro dispensa, pronta per essere messa in funzione.

Le buone abitudini non si perdono. E perché rinunciare al borbottio della caffettiera sul fuoco, al profumo con il quale questa amata bevanda riempie in pochi istanti tutta la stanza, ai momenti in compagnia di una deliziosa tazzina di caffè moka?

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Articolo pubblicato giovedì, 4 aprile, 2019

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